mercoledì 5 novembre 2014

POLIPOSI NASALE

La poliposi nasale può essere definita una malattia cronica della mucosa nasale di cui si ignorano ancora le cause; frequentemente si associa a malattie allergiche, ad intolleranze ad alcuni farmaci (acido acetilsalicilico, pennicillina e derivati) e a disordini immunitari.
La mucosa, cronicamente infiammata, si trasforma in tessuto in eccesso, di colorito pallido e di aspetto gelatinoso, quasi traslucido (polipo).
L'eziologia (la causa) è del tutto ignota. Il polipo nasale, quindi, non rappresenta la malattia, ma il "sintomo" più evidente di essa.
Endoscopia nasale:
polipi nasali a destra
Secondo le ultime acquisizioni nella patogenesi (come si forma la malattia) della poliposi nasale giocherebbe un ruolo importante una anomalia del metabolismo dell'acido arachidonico (contenuto in molti alimenti), per cui i pazienti affetti dalla malattia devono evitare l'assunzione di frutta secca, salmone, ostriche, caviale e di tutti gli oli di semi. L'unico olio consentito è l'olio di oliva (anche nel cucinare i cibi).
Frequentemente nei pazienti affetti da poliposi nasali esistono allergie o intolleranze all'acido acetilsalicilico e alla pennicillina, quindi i pazienti affetti dai polipi nasali dovrebbero evitare l'assunzione di farmaci antiinfiammatori a base di salicilati o di antibiotici a base di penicillina e derivati (cefalosporine).
Anche il cloro risulta essere molto dannoso per la mucosa nasale che forma i polipi per cui i pazienti, se praticano sport acquatici in piscina, devono prestare molta attenzione alla possibile inalazione di cloro.

Tecnica Chirurgica
Nella terapia della poliposi nasale il laser si pone oggi come valida alternativa alle tecniche chirurgiche tradizionali che consistono nella asportazione delle masse polipoidi in anestesia generale (polipectomia, debrider, chirurgia funzionale endoscopica - FESS).
La tecnica laser può essere usata nelle poliposi minori nelle quali le masse polipoidi sono di piccole dimensioni e limitate alla regione etmoidale e nelle recidive di prcedenti interventi eseguiti con qualsiasi tecnica.

Tecnica Laser assistita
Lo strumento ( laser a diodi o il laser Nd-Yag) viene abbinato ad uno strumento a fibre ottiche (endoscopio) che consente di vedere la superficie da operare.
I polipi vengono "vaporizzati" dal raggio se di piccole dimensioni, recisi alla loro base ed asportati, se di dimensioni maggiori.

Oggi, la terapia laser consente:
di trattare i casi di poliposi lievi e medie limitate al terzo inferiori delle fosse nasali e non estese ai seni paranasali;

di trattare agevolmente le recidive;

di poter trattare casi "difficili" nei quali esistono gravi controindicazioni alla anestesia generale (soggetti molto anziani, asmatici, cardiopatici);

di evitare il ricovero ospedaliero (l'intervento è ambulatoriale);

di evitare l'anestesia generale (si può usare la semplice anestesia locale);

di poter evitare il tamponamento nasale;

di riprendere le proprie occupazioni anche il giorno successivo all'operazione.
L'intervento laser può essere agevolmente abbinato ad altre procedure eseguibili in anestesia locale e/o in anestesia generale come l'asportazione delle masserelle polipoidi con il debrider che è uno strumento che consente di "frammentare ed aspirare" le masse polipoidi con minimo danno alle strutture nasali.

La poliposi, purtroppo, non è una malattia dal comportamento unico e non si può, quindi, pensare ad un univoco e stereotipato protocollo di trattamento. Solo l'associazione contemporanea o successiva di più tecniche consente un buon controllo di questa patologia facile alle recidive e talvolta del tutto imprevedibile (S.Bankova Parigi).

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