mercoledì 5 novembre 2014

CEFALEE RINOGENE

Sindromi algiche cranio facciali

La responsabilità del naso e dei seni paransali nel causare dolori al cranio e al volto (cefalee e sindromi algiche) è decisamente più frequente di quanto si pensi.



I dolori sono provocati e sostenuti da:

- Anomalie anatomiche (contatti tra setto e turbinati)

- Processi infiammatori e infezioni (allergie; riniti; sinusiti)

- Disfunzioni del sistema nervoso (recettori e vie nervose)

- Neoplasie del naso e dei seni paranasali



Le cefalee causate dal naso (rinogene) devono essere attentamente differenziate da altre patologie algiche craniche (cefalee primitive e secondarie)



All'interno del naso esistono zone ricche di terminazioni nervose molto sensibili al dolore (trigger zone):

- la parte alta del setto nasale

- il turbinato medio

- le zone vicine ai canali di sbocco dei seni paranasali (etmoide)



Queste aree possono acquisire una aumentata sensibilità agli stimoli algogeni (dolorosi) per la presenza di:

- Fenomeni infiammatori allergici e non, infezioni, modificazioni climatico ambientali, inalazione di polveri, altre patologie organiche.

- Disturbi neurologici a carico dei recettori del dolore o delle vie nervose deputate alla percezione e al trasporto degli stimoli dolorosi.



Nel primo caso parleremo pertanto di Sindromi algiche rinogene organiche poichè esse sono causate da una malattia o da una anomalia anatomica; nel secondo caso di Sindromi algiche rinogene neurogene in quanto secondarie ad un disturbo nervoso.



Le cefalee rinogene devono essere differenziate dalle altre forme algiche che colpiscono il cranio dette:

- Cefalee secondarie che sono sintomi di altre forme morbose: Stenosi della carotide interna, Ipertensione, Ictus, Feocromocitoma, Arterite temporale di Horton, Tumori, Forme post-traumatiche, psicogene.

- Cefalee primitive che sono sintomo e malattia ad uno stesso tempo: Emicrania, Cefalea a grappolo, Cefalea muscolo-tensiva. Per la diagnosi di queste forme, oltre alla vivita Otorinolaringoiatrica, è sempre assolutamente necessaria una consulenza neurologica.




SINDROMI ALGICHE RINOGENE ORGANICHE

Anomalie anatomiche (contatti tra setto e turbinati) Sono la causa più frequente di cefalea rinogena.
Consistono nelle presenza di deviazioni o creste del setto che comprimono la parete laterale della fossa nasale dove si trovano i turbinati stimolando aree di mucosa nasale ricche di terminazioni nervose deputate alla percezione del dolore.
La sintomatologia dolorosa viene scatenata dalla occasionale esposizione a fenomeni infiammatori (allergici o infettivi), a modificazioni dell'aria inspirata (variazioni climatico-ambientali), all'inalazione di polveri o di altre sostanze.
La cefalea è caratteristica. Si localizza alla radice del naso e si irradia all'occhio, dura alcune ore o alcuni giorni è scatenata da variazioni climatico-ambientali o da reazioni allergiche o infettive, si accompagna a fotofobia (fastidio alla luce), lacrimazione ed arrossamento dell'occhio dallo stesso lato della anomalia anatomica endonasale.
La diagnosi si formula in base al colloquio anamnestico (la storia dei sintomi e delle malattie del paziente), agli esami endoscopici (videoendoscopia a fibre ottiche) e mediante la TAC e la Risonanza magnetica.
Un test fondamentale in tutte le sospette cefalee rinogene ed in particolare in quelle da contatto turbino-settale è il test di soppressione anestetica della crisi algica che si esegue applicando all'interno del naso una medicazione anestetica nella zona del contatto. Tale medicazione, se il test è positivo, blocca ogni sintomo doloroso.



Processi infiammatori e infezioni (allergie, riniti, sinusiti) I dolori cranio - facciali causati dalle sinusiti si irradiano tipicamente alla radice del naso nella sinusite etmoidale, al vertice del cranio e alla regione occipitale nella sinusite sfenoidale, alla fronte nelle sinusiti frontali. <approfondimento>.



Neoplasie del naso e dei seni paranasali Le algie, di durata continua o subcontinua, sono progressivamente ingravescenti e si localizzano alla sede di insorgenza della neoplasia. Sono in genere presenti molti altri sintomi che dipendono dalle caratteristiche peculiari di ogni singola neoplasia. <approfondimento>



SINDROMI ALGICHE RINOGENE NEUROGENE

Disfunzioni del sistema nervoso (recettori e vie nervose)
In queste forme che non si accompagnano all'esistenza di anomalie anatomiche e neppure alla coesistenza di fenomeni infiammatori allergici o infettivi, esiste un'alterazione funzionale a carico delle strutture nervose deputate alla percezione del dolore.
Può esistere una variazione del livello di soglia dei recettori situati nelle zone trigger oppure una alterazione della funzione del ganglio sfeno palatino (centro nervoso del naso e dei seni paranasali) dovuta ad una mancata inibizione da parte del sistema nervoso centrale.

Esempio:
pensiamo al sistema di allarme di una abitazione:
esso è formato da una sirena (allarme); da sensori ambientali; da una centralina e dai collegamenti elettrici con l'impianto dell'alloggio.
Il dolore, (che ha sempre un significato di segnale di allarme), può essere paragonato alla sirena dell'impianto.


Nelle cefalee rinogene neurogene il danno può essere situato:

- a livello dei recettori per il dolore situati nelle zone trigger e può essere paragonato ad un problema dei sensori ambientali dell'impianto di allarme.

- a livello del ganglio sfeno palatino (centro nervoso del naso e dei seni paranasali) e può essere paragonato ad un problema della centralina dell'impianto di allarme.

La cefalea è caratteristica: si localizza alla radice del naso, si irradia all'occhio, all'orecchio e talvolta al collo alla spalla e ad un braccio.
Può durare alcune ore ed è caratterizzata da un dolore urente (bruciore) a crisi improvvise che si ripetono senza una frequenza precisa non precedute da sintomi premonitori. La crisi algica è scatenata da situazioni particolari (stanchezza, ciclo mestruale, inalazione di alcune sostanze odorose come l'alcool e l'ammoniaca) si accompagna a "naso chiuso", fotofobia (fastidio alla luce), lacrimazione ed arrossamento dell'occhio dallo stesso lato dei dolorl.



SINDROMI NEVRALGICHE

La più comune e la più grave sindrome nevralgica del distretto cervico facciale è rappresentata dalla nevralgia del trigemino. Esistono altre sindromi nevralgiche meno note che verranno descritte nei singoli settori (nevralgia del plesso cervicale, nevralgie a partenza dalla articolazione temporo mandibolare, nevralgia dei nervi: glosso faringeo, laringeo superiore, laringeo inferiore e del plesso nervoso della carotide).
La nevralgia trigeminale può essere primitiva quando non è associata ad altre lesioni o secondaria quando dipende da altre patologie.

Nevralgia trigeminale primitiva (essenziale)
La sintomatologia è sempre unilaterale e nelle forme essenziali interessa le zone di proiezione cutanea delle tre branche del trigemino (oftalmica, mascellare, mandibolare) (A, B, C). Il dolore insorge improvvisamente ed è di solito violento e lancinante.
Al dolore può far seguito un'iperestesia dell'area cutanea interessata.
ll dolore non supera mai la linea mediana, può essere talvolta limitato ad una sola delle tre branche.

Nevralgia trigeminale secondaria
Nelle forme secondarie, i dolori trigeminali possono derivare da fatti compressivi, infiltrativi o infiammatori a carico dei rami del nervo. Le caratteristiche e la distribuzione topografica delle algie dipendono quindi dalla patologia primitiva.

La diagnosi differenziale che deve essere eseguita dal neurologo o dal neurochirurgo deve prendere in considerazione soprattutto l'emicrania. Essa è unilaterale e spesso periodica, può essere preceduta da scotomi, si presenta a crisi di varia durata a sede temporo-parietale, con possibile estensione occipitale, ed è spesso accompagnata da nausea e vomito. Essa è dovuta a fenomeni vasomotori (prevalentemente vasodilatatori) che interessano il territorio della carotide esterna. Anche la cefalea istaminica deve essere presa in considerazione nella diagnosi differenziale delle nevralgie trigeminali. Essa ha sintomatologia di tipo emicranico con crisi di durata più breve e con manifestazioni algiche più attenuate e limitate per lo più alla regione temporale.

Terapia
Le crisi dolorose trigeminali ben poco risentono della comune terapia antalgica. Una cura causale può essere utilmente impiegata nelle forme secondarie, mentre la terapia d'elezione per le forme essenziali è rappresentata dall 'alcoolizzazione del ganglio di GASSER con un intervento eseguito dal neurochirurgo.



DIAGNOSI DELLE CEFALEE

Per la diagnosi di queste forme, oltre alla visita otorinolaringoiatrica, è sempre assolutamente necessaria una consulenza neurologica che può essere eseguita dal singolo specialista o presso strutture particolari specializzate (centri cefalee).


TERAPIA DELLE CEFALEE

La terapia farmacologica tradizionale si basa sull'utilizzo di FANS, di antidolorifici e di altri farmaci specifici

Una possibile alternativa alla terapia medica tradizionale può essere rappresentata dalla Omeopatia

Una ulteriore opzione terapeutica è costituita dalla Agopuntura cinese.

La terapia chirurgica è l'unica in grado di risolvere il problema, se esiste una causa organica otorinolaringoiatrica (anomalie anatomiche, sinusiti, polipi) consiste in:

- Settoplastica tradizionale o Laser per eliminare i contatti turbino-settali

- Chirurgia endoscopica nelle sinusiti e nella poliposi nasale

- Interventi sul ganglio sfeno palatino e sulle vie nervose del dolore per le forme neurogene

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