giovedì 23 settembre 2021

Ecco come le emozioni provocano disturbi digestivi e intestinali

 Pancia gonfia, dispepsia, meteorismo, colon irritabile possono avere un’origine psicosomatica.Sempre più persone soffrono di disturbi di stomaco e intestino.

  • Tra i sintomi che più comunemente vengono riferiti al proprio medico ci sono:
    stitichezza e diarrea
  • dolori addominali di tipo crampiforme
  • pancia e stomaco gonfi
  • meteorismo e flatulenza
  • digestione lenta
  • nausea

A questi disturbi si risponde con indagini diagnostiche che comprendono esami e test per scoprire le cause fisiche che li originano, ad esempio:

  • eventuali allergie e intolleranze alimentari
  • presenza di ulcere e infiammazioni della mucosa gastroduodenale
  • calcoli biliari
  • diverticoli o polipi intestinali e via discorrendo

Sono tantissime le malattie che provocano disturbi all’apparato gastrointestinale, ma non sempre dietro un addome costantemente gonfio e affaticato c’è una patologia. Talvolta a provocare il problema c’è “solo”… la nostra psiche.

Non a caso l’intestino viene definito anche il “secondo cervello”, ovvero un organo sensibilissimo che capta e reagisce ai nostri cambiamenti d’umore, al nostro livello di ansia e di stress, e che nelle persone particolarmente sensibili, ancor più se di sesso femminile e giovani, produce sintomi che sono un segnale da non sottovalutare. Certo, questi mal di pancia emotivi non sono gravi, non sono patologici ma… possono sempre diventarlo se non si affrontano le cause psicologiche che ne sono all’origine.

Correlazione tra stato emotivo e disturbi digestivi e intestinali

Ma come è possibile che una stitichezza ostinata, uno stomaco gonfio e dolorante che fatica a digerire anche il pasto più leggero possano essere conseguenza di uno stato emotivo alterato?

Consideriamo il funzionamento parallelo di questi due organi: intestino e cervello, che “dialogano” in modo molto più stretto di quanto possiamo immaginare.

Infatti anche nell’intestino sono presenti cellule neuronali, seppur molte meno rispetto a quelle cerebrali, le quali, influenzate da fattori fisici e da stimoli di vario tipo, tra cui le emozioni interne, rilasciano ben il 95% della serotonina totale sprigionata dall’organismo.

La serotonina è proprio l’ormone che regola gli stati d’animo e le loro mutazioni, e le informazioni in esso presenti, vengono inviate direttamente al sistema limbico del cervello, che ha il compito di rielaborale.

Quando le emozioni hanno un tratto negativo, e sono associate a stati di tensione e di ansia o di paura, allora il cervello invia all’intestino “l’ordine” di rilasciare altra serotonina per gestire il surplus emotivo ma questo ha delle conseguenze sulla funzionalità dell’apparato digestivo.

Cosa succede?

Ciò che accade è che la muscolatura addominale si contrae provocando gonfiore, diarrea o stitichezza, crampi, senso di tensione, spasmi. Ma non è finita qui, infatti la tensione emotiva, lo stress, inducono una iper-secrezione di acido cloridrico da parte dello stomaco, cosa che può alla lunga provocare infiammazione delle mucose e quindi bruciori, gastrite, persino ulcere.

La muscolatura addominale contratta nella zona diaframmatica, infine (cosa di cui ci accorgiamo quando tendiamo, senza renderci contro, a stare in apnea anziché respirare profondamente “di pancia”), rallenta la digestione e crea la classica dispepsia.

E’ dunque molto importante, una volta che gli esami clinici e i test allergologici abbiano escluso un’origine patologica dei nostri disturbi gastrointestinali, cercare di lavorare sul nostro stato psicologico, abbassando i livelli di stress e trovando delle valvole di sfogo.

Le emozioni negative possono farci ammalare, ricordiamocelo!



giovedì 13 maggio 2021

Esami del sangue: ecco i controlli da fare regolarmente per tenere d’occhio la tua salute

 Quando siamo giovani e ci sentiamo sempre bene e nel pieno delle forze, tendiamo a non darci troppo peso. Sentendoci in forma smagliante, ci capita di sottovalutare l’importanza di tenere monitorata la nostra salute, in particolare in un’ottica di prevenzione. Ma non dobbiamo dimenticarci che, con l’avanzare dell’età, diventa sempre più importante assicurarsi che tutto sia a posto, soprattutto se pratichiamo sport con regolarità o stiamo affrontando cambiamenti fisici o alimentari particolari. Per questo motivo ci sono alcuni controlli che, in particolare a partire dai 40 anni, si consiglia fortemente di eseguire con cadenza regolare.



Analisi del sangue da fare regolamente

  • Esame emocromocitomerico, per il conteggio di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
  • In particolare dopo i quarant’anni non va assolutamente sottovalutato il livello dei grassi presente nell’organismo, quindi vanno fatte dei prelievi per misurare il livello di colesterolo e trigliceridi. Questi controlli sono consigliati ogni due anni, se le precedenti analisi hanno dato risultati nella norma.
  • Controllo della glicemia, per valutare la funzionalità dell’apparato endocrino quantificando il glucosio presente nel sangue.
  • La valutazione della funzionalità tiroidea è un check importante, data la piuttosto alta incidenza nelle donne di problematiche alla tiroide. Il prelievo del sangue consente di valutare la salute della ghiandola e, se necessario, curarla tempestivamente. Viene fatta come controllo di routine soprattutto per donne che vogliono iniziare una gravidanza.
  • Sempre per le donne, un controllo che è importante fare regolarmente è la valutazione del metabolismo tramite un prelievo che misura glicemiacolesterolo e trigliceridi. Si tratta di esami del sangue di routine che andrebbero eseguiti ogni anno o ad anni alterni, soprattutto dopo la menopausa, momento della vita della donna in cui il metabolismo rallenta e quindi è più probabile trovare questi valori alterati.
  • Controllo dell’emocromo e delle riserve di ferro soprattutto quando le donne iniziano ad avere le mestruazioni, è importante controllare se l’introito di ferro è sufficiente
  • Transaminasi, per controllare la funzionalità epatica e cardiaca.

Naturalmente non è necessario farli tutti ogni anno. Tuttavia ce l’hanno sempre detto, prevenire è meglio che curare e conviene fare un piccolo sforzo in più per sincerarsi di stare bene e avere tutti i valori nella norma.

Fonte| Fondazione Veronesi